C'è un sapore acre di sudore mescolato a sangue ed urina, nel sadico masochismo con cui noi esseri umani ci facciamo del male a vicenda.
Guerre fra popoli s'alternano a schiavitù inquisitorie, venate del sordido piacere d'un cilicio e dello schiocco acuto di un flagello che s'abbatte sui gemiti d'una schiena penitente.
In questa lordura pàsciono su troni di carne i diavoli insaziabili degli inferi dell'anima umana, nutriti dai pensieri oscuri delle paure propagate nell'etere, tutti presi a trangugiar disgrazie che riempiano il freddo vuoto cosmico delle loro stomachevoli esistenze.
In questo fetido acquitrìnio di nere correnti di violenza, s'intravedono radi bagliori di perle luminescenti ignorate dai più per la loro caduca piccolezza e intermittenza e l'irragiungibile profondità delle loro alcòve.
Misteriose porte vanno attraversate dagli stanchi visitatori che le raggiungessero scoprendovi impensabili vastità di eterno, tinte dai colori di divinità sorridenti dalle cui tavolozze si spandono i profumi dei fiori e gli aromi d'un pasto caldo e consolatorio su fraterne tavolate, imbastite gioiosamente da angeliche figure attorniate da un fresco scroscìo di risate.
Placidi paesaggi riposano d'intorno ristorando gli occhi ai viaggiatori e il canto d'un albero che cresce, scandisce i cicli del sole e della luna, velati di passeggere nuvole assorte in beata contemplazione; una luce accogliente s'infrange su diamantine gocce di rugiada.
E tutte queste universali realtà concomitantemente nascote l'una nell'altra, son mosse e pervase dal vibrare sommesso della danza di due indifferenti figure avvinghiate in frenetici baci e morsi che ad ogni pié sospinto infrangono mondi, moltiplicandoli in schegge galattiche di totale vitalità.