"Certo, saremmo contenti di avere rapporti migliori col nostro prossimo, ma a condizione che questi rapporti rispondano alle nostre aspettative, cioé siano volenterosi portatori delle nostre proiezioni. Ma se si prende coscienza di queste proiezioni è facile che subentri un peggioramento del nostro rapporto con gli altri uomini, perché manca il ponte illusorio sul quale odio e amore possono rovesciarsi con effetto liberatorio, e sul quale anche tutte le supposte virtù che mirano ad "innalzare" e "migliorare" gli altri possono essere forniti all'uomo con tanta facilità e soddisfazione. La conseguenza di guesto peggioramento è una stagnazione della libido (intesa più ampiamente come "energia vitale" n.d.F.), grazie alla quale le proiezioni sfavorevoli diventano coscienti. A questo punto incombe sul soggetto il dovere di addossarsi tutte le bassezze, le caratteristiche demoniache, che si erano tranquillamente attribuite agli altri e sulle quali si è esercitata la sua indignazione per tutta un'esistenza. L'elemento irritante in questa procedura è da un lato la persuasione che, se tutti gli uomini agissero così, la vita diventerebbe notevolmente più sopportabile, d'altro lato la sensazione d'una violentissima resistenza all'idea di applicare a sé stessi questo principio, e di applicarlo seriamente. Se gli altri lo facessero, non potremmo desiderare di meglio. Ma se tocca a noi farlo, lo troviamo insopportabile."
C. G. Jung




