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venerdì, 17 novembre 2006

Estratto da Wikipedia alla voce Totem:


In antropologia, un totem è un'entità naturale o soprannaturale, che ha un significato simbolico particolare per una singola persona o clan o tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita.

Nei clan in cui il capostipite è divino o semidivino, tale entità è considerata il totem del clan.

Per le persone, l'associazione con il proprio totem avviene in una cerimonia di iniziazione, che può avvenire appena dopo la nascita, oppure anche in età adulta.

L'uso di totem è detto totemismo.

Il totemismo è comunemente considerato una pratica religiosa tribale, ma si realizza anche nella cultura occidentale, per esempio nello scoutismo, nel satanismo di stampo black metal, nel movimento New Age, nell'uso di mascotte, e anche nella religione cristiana, sotto le forma di Angelo custode e di Santo Patrono o Santo Protettore.


 

L'idea dell'animale totemico mi ha sempre incuriosito. Ho sempre desiderato trovare il mio animale totemico, un simbolo con cui identificarmi, che mi aiutasse a comprendere me stesso.
Già per questo tempo fa cercai di stilizzare un piccolo simboletto che chiamo "la mia runa" e che da allora accompagna la mia firma. Esso doveva originariamente rappresentare il volo di una fenice, il mio animale mitologico preferito.

Oggi mi rendo conto che non solo la fenice non è mai stata davvero il mio simbolo, ma nemmeno la mia Runa le somiglia.

Mentre ero in viaggio da Macerata a Terni con i miei fratelli, abbiamo fatto una tappa in un paesino montanaro sorto accanto ad un fiume. Quando ho visto questo fiume, limpido e puro ho sentito un desiderio irresistibile di berne l'acqua, in seguito mi è sorta spontanea l'idea di immergermici scalzo, con l'acqua che mi arrivasse alle caviglie.

Che idea bizzarra, direi, ma già nel momento in cui l'ho avuta, il mio stomaco (fino ad allora in subbuglio) si è rilassato.

Più tardi ho cercato di dare un significato a tutto ciò; mi sono chiesto cosa potesse significare voler immergere i piedi nel fiume, come fossi un albero... e li' ho avuto l'insight.

"Può mai darsi che il mio vero totem sia l'albero?"

Tutto mi sembra coincidere, in realtà. Dalla mia sedentarietà alla mia capacità di "rifiorire dopo l'inverno" (che prima paragonavo alla resurrezione della Fenice) al mio temperamento.

Inoltre io adoro gli alberi. Potrei contemplarne uno per ore; trovo che siano la più bella opera d'arte che la natura abbia mai creato.

In terzo luogo: la mia Runa. Tanto simile alla lettera "phi" dell'alfabeto greco e composta da una linea ondulata orizzontale ed una dritta, un po' inclinata, verticale. Il risultato finale, ora mi rendo conto, somiglia incredibilmente ad un albero con un tronco e tre rami principali.

Può dunque essere? Sono io un albero? Chissà...

 

postato da: FedericoPox alle ore 19:39 | Link | commenti
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lunedì, 13 novembre 2006
Il Sogno della Vita

Io sono un VIP solitario,
perduto nell'affannosa ricerca
di un arguto reporter
che, scaltro,
riesca a pormi
La Seconda Domanda.


Ho pensato a questo post nel momento in cui ho cercato di spiegare ad una mia amica per quale ragione io potessi essere interessato a vedere le sue produzioni artistiche.

Li' per li' non sono riuscito a spiegarmi bene, ma riflettendoci ho capito meglio anche il motivo dell'esistenza di questo blog, che io non pubblicizzo a nessuno dei miei amici, di cui non faccio mai menzione.

Le due cose sono strettamente collegate anche se non sembra; ora mi spiego:

In me vi sono due aspetti completamente spontanei ed innati; uno è la Curiosità: io devo sapere tutto, sempre, per me non esiste che mi si accenni qualcosa che venga poi lasciato cadere, io voglio sapere, può essere una forma di insicurezza, questo non lo so, ma mi piace pensare che sia un mio desiderio di conoscenza, un desiderio di essere partecipe del mondo che mi circonda; il secondo è il desiderio del benessere altrui, ma di questa non parlerò ora.

Quando mi pongo nei confronti di una persona ed in particolar modo se nutro un qualsivoglia tipo di affetto nei suoi confronti, io provo davvero la sollecitudine di conoscerla a fondo. Ascolto quello che dice e registro, sono in grado di riprendere uno spunto di discorso a distanza di giorni.
Questa mia particolarità si acuisce esponenzialmente nel momento in cui scopro che questa persona produce arte... ma perché?
Qui comincia ad entrare in gioco anche questo blog.
Io stesso produco poesie, quand'ero piccolo disegnavo qualche fumetto, ogni tanto mi concedo di fare qualche disegno impegnativo e soprattutto ho scritto due miniracconti che per me sono il prologo di quella che un giorno sarà una produzione più ampia per la quale userò quel tesoro che custodisco gelosamente, quel mondo interiore che ho messo solo parzialmente su carta e che si chiama Lefialas. L'universo di Lefialas è l'ambientazione Fantasy che ho creato, la cosa di cui vado più fiero ed a cui tengo di più.
Sono, tutte queste, cose che io bramo di condividere con qualcuno, perché come direbbe Tinwe Linto "una storia è fatta per essere raccontata".
Per questo motivo io, conscio del valore inestimabile che hanno per me queste produzioni artistiche, consapevole della vastità del "ME" che è racchiusa in esse, non posso, nella mia atavica Curiosità, esimermi dal desiderare di essere partecipe dell'arte altrui.
Io SO che nelle produzioni artistiche di un mio amico è racchiuso un vastissimo nucleo del suo "SE", come posso allora scordarmene? Come posso essere indifferente ad esso?
Ovviamente so che non posso conoscere tutto di tutti ed oggi come oggi neanche m'importa. Sto imparando, tuttavia, a domare la mia curiosità per utilizzarla nella giusta dose, nei momenti più adeguati e con le persone più significative, anche se questo non mi risparmia di commettere errori grossolani che mi fanno apparire indiscreto.

Ma ora voglio spiegare il nesso fra tutto ciò ed il blog, per quanto sicuramente i più arguti dei suoi inesistenti lettori lo avranno già intuito.
Il segreto di questo nesso è nel primo post e nel titolo del Blog.
Io ho dato da subito a questo blog, dei connotati appartenenti a Lefialas.
Esso è un'interfaccia a Lefialas, è l'espressione sintomatica del mio desiderio di condividere questa mia realtà interiore con altre persone.

E', inoltre, significativo che io non pubblicizzi a nessuno questo blog (che, tuttavia, è accessibile a qualcuno che fosse in vena di indagare) e questo lo esprimo bene nella poesia sopracitata.
Il sogno della mia vita, infatti, è quello di incontrare una persona che sia realmente interessata a me, che indaghi su di me, che mi osservi e che sia sinceramente curiosa di ascoltare le storie che sono racchiuse in Lefialas e che non sono altro che storie della mia mente, parti del mio "SE".

Potrebbe sembrare una riflessione un po' amara, in quanto ora come ora sembra che io non abbia incontrato nessuno, ma ciò è vero solo fino ad un certo punto. Ciò che è vero è che sino ad ora un po' per caso (che non esiste) ed un po' per effetto del mio comportamento, non ho incontrato qualcuno che mi abbia chiesto spontaneamente di vedere le mie opere e che se ne sia interessato, ma questo non vuol dire che non vi sia la potenzialità perché ciò accada, anche da parte di persone che fanno già parte della mia vita. Non posso e non voglio essere cinico nei confronti di nessuno. Se questa persona si nasconde nel mio presente o nel mio futuro io non posso saperlo, ma confido che accadrà, SO che accadrà.
Anzi, ancora meglio, io sono sereno perché so che tutto ciò che ho pensato appartiene a Dio e non vi è possibilità che vada dimenticato o sprecato.





postato da: FedericoPox alle ore 01:00 | Link | commenti (3)
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